Codice captcha e l’accesso impossibile a NoiPa

Il codice captcha viene utilizzato da chi realizza i portali per evitare che subiscano attacchi spam da parte di robot.

NoiPa da qualche tempo li ha introdotti allo scopo di proteggere il portale dagli attacchi massicci di SPAM.

I codici captcha fecero comparsa la prima volta nei laboratori informatici di AltaVista nel lontano 1997.

Si tratta di testo in genere alfanumerico privo di ogni senso logico e che cambia tutte le volte si da un nuovo accesso al login di un portale.

Se da un lato il codice captcha blocca lo SPAM, dall’altro crea qualche disagio agli utenti, in particolari quelli meno pratici dei sistemi informatici e della sicurezza in rete diventando una sorta di barriera architettonica informatica.

Difficoltà ad accedere a NoiPA a causa del codice captcha

codice captcha e NoiPa

Molti utenti di NoiPa infatti hanno avuto ed hanno tuttora, difficoltà a loggarsi ed entrare nell’area riservata. Tale difficoltà i dipendenti PA l’hanno segnalata ai tecnici del MEF che hanno evidenziato che il codice funziona perfettamente.

Fra questi però ci sono anche diversi utenti che riuscivano ad accedere correttamente al portale, ma dopo aver cambiato la password hanno iniziato ad avere difficoltà. Francesco scrive: “Anche io ho dovuto cambiare la password, rientrare con codice password nuovo e sono riuscito. Dopo cambio password non sono più potuto entrare sempre errore codice Chapta . Dopo moltissimi tentativi appare la dicitura , numero dei login superati , attendere per riprovare…Non è possibile , fate qualcosa”!

Come abbiamo già spiegato dopo cinque tentativi il sistema va in protezione e occorre attendere lo sblocco automatico che avviene dopo un’ora.

L’eccessiva protezione del sistema tuttavia sta impedendo agli utenti NoiPa di visualizzare correttamente il cedolino di novembre 2018 e probabilmente anche quelli futuri. A nostro parere i tecnici devono riuscire a trovare un sistema più semplice che permetta sia la protezione dallo SPAM, ma che al contempo consenta l’accesso anche a quegli utenti digiuni di informatica.