Marzo 2025 senza ricarica dell’Assegno di Inclusione? Ecco come evitare questa spiacevole eventualità

Nel marzo 2025, alcune famiglie italiane potrebbero trovarsi senza la ricarica mensile dell’Assegno di Inclusione, il sussidio che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza. Il motivo? Mancato rispetto degli obblighi connessi alla fruizione del beneficio da parte dei membri del nucleo familiare.

Sì, perché l’Assegno di Inclusione, così come il precedente Reddito di Cittadinanza, non spetta al singolo individuo ma all’intero nucleo familiare. E se anche solo uno dei componenti non adempie agli impegni richiesti, l’intera famiglia rischia la decadenza del sussidio.

Quali sono questi obblighi per non perdere l’assegno di inclusione a marzo 2025?

Innanzitutto, è necessario che l’ISEE del nucleo non superi i 10.140 euro e che almeno uno dei membri sia minorenne, disabile, over 60 o in condizione di svantaggio. Dopodiché, tutti i percettori dell’Assegno di Inclusione devono presentarsi presso i servizi sociali per sottoscrivere il Patto per l’Inclusione Sociale (PaIS).

Ma non finisce qui. Per i componenti del nucleo familiare tra i 18 e i 59 anni, senza cause di esclusione, scatta l’obbligo di attivazione lavorativa e sociale. Nello specifico, entro 60 giorni dalla conferma di attivabilità al lavoro, devono sottoscrivere un Patto di Servizio Personalizzato (PSP) presso il centro per l’impiego competente.

Questo Patto prevede l’impegno a visualizzare gli annunci di lavoro più adatti, a frequentare corsi di formazione, a cercare attivamente un’occupazione o a partecipare a progetti di pubblica utilità. Mancato rispetto di questi obblighi, per esempio assenza ingiustificata alle convocazioni del centro per l’impiego o rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, comporta la decadenza dell’Assegno di Inclusione per l’intero nucleo familiare.

E la decadenza, a differenza della semplice sospensione, è permanente. Quindi, se anche solo uno dei membri del nucleo non adempie agli impegni, la ricarica di marzo non arriverà e nemmeno quelle successive. L’unica soluzione per evitare questa spiacevole eventualità è che tutti i percettori dell’Assegno di Inclusione rispettino scrupolosamente gli obblighi previsti.

Insomma, marzo senza ricarica dell’Assegno di Inclusione potrebbe essere una brutta sorpresa per molte famiglie italiane. Ma con il giusto impegno e la conoscenza dei propri doveri, è possibile scongiurare questa situazione e continuare a beneficiare del prezioso sostegno economico.

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