Referendum 8 e 9 giugno 2025, perchè votare SI e perchè votare NO

L’8 e il 9 giugno 2025 i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti referendari di grande rilevanza. Quattro di questi riguardano il mondo del lavoro, con particolare attenzione al Jobs Act, mentre uno si concentra sulla modifica delle norme relative alla cittadinanza italiana. Per chi risiede in 124 comuni, le date coincidono con i ballottaggi delle elezioni amministrative, precedute dal primo turno del 25 e 26 maggio.

Le urne saranno aperte domenica 8 giugno dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì 9 giugno dalle 7:00 alle 15:00. Di seguito, analizziamo nel dettaglio i testi dei quesiti referendari e le conseguenze di un voto favorevole o contrario.

1. Riduzione del periodo di residenza per la cittadinanza italiana

Il primo quesito propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo minimo di residenza richiesto agli stranieri maggiorenni per ottenere la cittadinanza italiana.
SE SI VOTA SÌ: il periodo sarà ridotto a 5 anni.
SE SI VOTA NO: resterà invariato a 10 anni.

2. Reintroduzione dell’articolo 18 per i licenziamenti illegittimi

Il secondo referendum mira a ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, eliminando le differenze di trattamento tra lavoratori assunti prima o dopo il 7 marzo 2015 in caso di licenziamento illegittimo.
SE SI VOTA SÌ: l’articolo 18 sarà reintrodotto, garantendo il reintegro per tutti.
SE SI VOTA NO: resterà in vigore l’attuale sistema differenziato.

3. Eliminazione del tetto ai risarcimenti per licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese

Questo quesito propone di abolire il limite massimo di risarcimento (attualmente fissato tra 6 e 14 mensilità) per i licenziamenti illegittimi nelle imprese con meno di 16 dipendenti.
SE SI VOTA SÌ: il tetto sarà eliminato, lasciando ai giudici la decisione sull’entità del risarcimento.
SE SI VOTA NO: il limite resterà in vigore.

4. Limitazione dell’utilizzo dei contratti a termine

Il quarto quesito punta a rendere obbligatoria una causale per tutti i contratti a termine, anche quelli di durata inferiore ai 12 mesi, al fine di promuovere maggiore stabilità lavorativa.
SE SI VOTA SÌ: la causale diventerà obbligatoria per tutti i contratti a termine.
SE SI VOTA NO: la normativa attuale non subirà modifiche.

5. Responsabilità solidale negli infortuni sul lavoro

Il quinto quesito propone di estendere la responsabilità solidale in caso di infortuni sul lavoro anche a committenti, appaltanti e subappaltanti.
SE SI VOTA SÌ: queste figure saranno responsabili degli infortuni sul lavoro.
SE SI VOTA NO: resterà l’attuale esclusione dalla responsabilità.

Cosa c’è in gioco?

Questi referendum toccano temi fondamentali per la società italiana, dal diritto al lavoro alla sicurezza sul lavoro, fino all’integrazione degli stranieri. Informarsi adeguatamente è essenziale per compiere una scelta consapevole e contribuire al futuro del Paese.

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